Murrine, filigrane, zanfirici, reticelli e graniglie


La nostra collezione di oggetti annovera alcune delle più ricche e tradizionali lavorazioni del vetro di Murano. Per realizzare i nostri prodotti,  i maestri vetrai devono armarsi di grande pazienza, che insieme alla passione e all’esperienza, consentono di creare composizioni con piccoli pezzi di vetro.

 

Ogni lavorazione ha la sua temperatura di fusione

I maestri vetrai conoscono le esigenze di ciascun materiale che ha i propri tempi di fusione. Per ottenere gli oggetti con le diverse lavorazioni bisogna rispettare i tempi di ciascun materiale. Solo grazie alla maestria dei maestri nascono oggetti ottenuti da fusioni perfette.

 

Murrine: strati concentrici e sovrapposti di vetro

Le famose murrine, conosciute anche come millefiori, si presentano in forma di canne di vetro tagliate in piccoli pezzi di varie dimensioni e disegni.
Per formare una murrina  è necessario che ci siano dei crogioli con vetro allo stato molle di colori diversi. Prelevando sulla punta di un’asta di ferro una piccola quantità di vetro e sovrapponendo più strati di colori diversi si verrà a formare un cilindro del peso di diversi chilogrammi. Dopo averlo reso regolare facendolo rotolare sopra una spessa piastra di ferro viene applicata alla parte libera una seconda asta di ferro per portarlo al diametro scelto. Le bacchette così ottenute servono per produrre le perle “mosaico” (o “millefiori”) che verranno poi impiegati per la realizzazione di diversi oggetti.

 

Le filigrane: sottili fili di vetro colorato ricoperti di cristallo

Questa tecnica decorativa a caldo fu ideata dai vetrai veneziani tra la fine del XV e la prima metà del XVI secolo per decorare i soffiati in vetro cristallino.
La fase preliminare della tecnica è la produzione di una canna in vetro costituita da una camicia esterna in cristallo o vetro trasparente lievemente colorato e da un’anima interna in vetro opale bianco o colorato. La canna viene tagliata in pezzi lunghi circa 20 cm, accostati tra loro e allineati su una piastra metallica ricoperta da argilla. Il tutto viene portato all’interno del forno affinché le parti di canna, rammollendo leggermente, inizino ad aderire l’una all’altra. Nel frattempo, viene preparata la mocaura, una pasta di vetro soffiato e aperta alla base, con la quale verranno raccolte le canne disposte sulla piastra. In questo modo si ottiene un cilindro con le canne accostate tra loro. Ottenuto l’abbozzo in filigrana dell’oggetto da realizzare, la lavorazione prosegue a mano come per un qualsiasi soffiato.

 

I zanfirici e reticelli: una canna di vetro, attorcigliata e ricoperta di cristallo

I zanfirici, consistono in un tessuto di canne di vetro colorato ritorte o attorcigliate ora disposte in senso orizzontale, ora in senso verticale, ricoperte da uno strato di cristallo. Il reticello segue lo stesso procedimento ma la lavorazione è più elaborata e pregiata.

 

La graniglia: vetro macinato

Derivata dalla macinatura della lastra  è disponibile in vari colori di diversa granulometria. Può essere utilizzata per la decorazione di vetrate artistiche, lavori di vetrofusione.

 


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